Fernanda Romagnoli - Imondi
Sono presenti le seguenti opere dipinti....... poesia monografia di Allegretto di Nuzio.
Tanto poliedrica è stata la personalità di Fernanda Romagnoli che risulta problematico tracciarne sinteticamente gli aspetti salienti della sua operosa esistenza anche a me che le stetti accanto sin dalla primissima infanzia e che da Lei ricevetti profondo affetto, naturalmente ricambiato come ad una madre.
Fernanda nacque a Fabriano il 24 settembre 1900 da Amelia Virgili, maestra elementare e da Vittorio, noto commerciante di tessuti. Frequentate le scuole primarie e secondarie, conseguì il diploma di maturità presso il Liceo - Ginnasio di Jesi. A scuola si rivelò vivace sotto ogni aspetto.
Proseguì gli studi universitari a Roma, laureandosi in lettere classiche nel 1923, preparando per l'esame di laurea una monografia di Allegretto Nuzi. Nel 1924 iniziò la carriera di insegnante nel patrio ginnasio e dal 1947 al 1962 diresse la scuola Media "Gentile". Nel 1963 assume, dietro regolare concorso, la presidenza del liceo "Francesco Stelluti".
Nel 1949 si unì in matrimonio con il Prof. Raffaele Imondi (1885-1955). Fernanda anticipò di diversi decenni i tempi attuali; così pur essendo legata intellettualmente e culturalmente ai valori della tradizione, si sarebbe trovata a suo completo agio nella nostra epoca. Negli anni '30 - '40, quando non poche erano le riserve o, addirittura le ostilità verso l'emancipazione della donna, quando certi ruoli del vivere sociale erano quasi esclusivamente appannaggio degli uomini, Fernanda non si lasciava coinvolgere in questi pregiudizi e assecondava la sua vocazione. Donna dai molteplici interessi, coltivò accanto alle lettere ed alle arti, molti sport (alpinismo, tennis, sci, nuoto, bicicletta, ecc.). La si vedeva sfrecciare con la sua Fiat 500 battezzata Graziella, compiere escursioni sul Catria, Cucco, Sibillini, Gran Sasso, Mayella, Dolomiti.
Tutto ciò non solo non era di pregiudizio alla sua personalità interiore, ma addirittura arricchiva la femminilità, la sensibilità dell'animo, la finezza dei sentimenti di Fernanda che, grazie a queste doti spirituali, poté coltivare anche la pittura, riscuotendo il consenso della critica e partecipando con successo a diverse mostre di arte figurative (biennale di Venezia, triennale di Milano, quadriennale di Roma e numerose altre a livello locale).
Con altrettanto impegno ed entusiasmo si dedicò alla pubblicistica, scrivendo poesie, saggi, novelle, elzeviri per quotidiani e periodici. Per molti decenni fu instancabile segretaria e presidente del comitato fabrianese della società "Dante Alighieri", promuovendo iniziative di ogni genere.
Per arricchire il suo patrimonio culturale ed affinare le sue conoscenze in campo letterario, storico, artistico, viaggiò moltissimo visitando tutti i paesi europei (dalla penisola iberica alla Russia, dall'Irlanda alla Scandinavia, dall'inghilterra alla Francia, dalla Germania alla Polonia, dall'Ungheria alla Turchia, ecc...). L'America settentrionale, il Brasile, il Venezuela, la Cina, il Giappone, l'India, la Thailandia, l'Indonesia, il Kenia, la Tanzania, il Madagascar, la Libia, l'Algeria, il Senegal. Particolarmente apprezzati furono i viaggi di studio in Egitto, Tunisia, Grecia, Anatolia, Libano, Palestina, Mesopotamia, Iran, Messico, Guatemala e Perù. Le civiltà precolombiane, assiro - babilonesi, sumerica, persiana, ellenica destarono il suo vivo interesse.
Nel gennaio 1973, al rientro da un viaggio compiuto nell'Africa australe durante le vacanze natalizie, contrasse un male incurabile che ne piegò la pur forte fibra il 26 aprile 1973.
Da quanto esposto non c'è dubbio che Fernanda Romagnoli è stata un'operatrice di cultura convinta, coerente, decisa. E' altrettanto vero però, che Lei attinse dalle fonti della cultura, non solo e non tanto per soddisfare le proprie esigenze, i propri desideri, quanto e soprattutto per trasmettere queste conoscenze ai giovani. La promozione spirituale, morale e culturale fu, infatti, lo scopo primario della sua esistenza. Con entusiasmo, serietà e dedizione si dedicò all'insegnamento: preparava le lezioni con scrupolo ed diligenza, sapeva giudicare con grande equità ed obiettività, seguiva i giovani con ogni cura. Visse per la scuola e nella scuola, agli studenti, offrì sempre il meglio di se stessa.
Magnanima, Fernanda beneficò il prossimo, lasciando anche per questo grande eredità di affetti. A Fernanda Romagnoli è intitolata una via cittadina nei pressi della nuova zona del quartiere "Borgo".
Manlio Vivarelli